🏳 Torino · IT · 7 Jun 2026
Torino, colpo da un milione di euro alla casa d'aste: gioielli rubati in quattro minuti
Assalto hi-tech in casa d'aste: colpo da 1 milione di euro
Un piano studiato nei minimi dettagli, eseguito con la freddezza e la precisione chirurgica dei professionisti del crimine. È accaduto a Torino, nel cuore della notte, presso la storica casa d'aste Sant'Agostino situata in Corso Tassoni. Alle 4:20 del mattino, una banda organizzata, composta da malviventi con il volto completamente travisato, ha preso d'assalto la struttura. Il raid ha fruttato un bottino da capogiro: l'inventario dei beni sottratti parla di un valore di base d'asta pari a circa 1 milione di euro. La stima, peraltro, non tiene conto dei rialzi che i pezzi avrebbero potuto raggiungere, dato che i lotti rubati erano già in catalogo e pronti per essere battuti nelle imminenti sessioni d'asta programmate per martedì 9 e mercoledì 10 giugno. Un tempismo perfetto, che suggerisce come i ladri fossero perfettamente a conoscenza del calendario della galleria.
Quattro minuti di devastazione: vetrine in frantumi
La dinamica dell'incursione, ricostruita grazie alle immagini dei circuiti di videosorveglianza interni, lascia sbigottiti per la rapidità d'azione. L'intera operazione criminale si è consumata in appena quattro minuti. I ladri sono riusciti a bypassare i sofisticati sistemi di sicurezza esterni dell'edificio, e, una volta dentro (nonostante l'allarme si sia regolarmente innescato), hanno agito indisturbati. Armati di pesanti mazze e di un flessibile per il taglio dei metalli, hanno letteralmente fatto a pezzi le vetrine espositive blindate. Il commando ha poi arraffato a piene mani preziosi e gioielli storici prima di darsi a una fuga precipitosa. All'arrivo delle prime gazzelle dei Carabinieri, giunte sul posto alle 4:29 (nove minuti dopo lo scasso iniziale), la banda si era già dileguata nel nulla. Nella concitazione della fuga, i malviventi hanno perso un prezioso bracciale tennis in oro bianco con diamanti taglio brillante da 9 carati, rinvenuto intatto dai militari sul pavimento del salone.
Il bottino: dall'anello con smeraldo ai Rolex vintage
L'elenco dei lotti trafugati comprende capolavori d'alta manifattura orafa, sia italiana che europea. Tra i pezzi di maggior pregio spiccano un anello impreziosito da uno smeraldo colombiano di quasi quattro carati, incastonato tra due diamanti taglio a mezza luna; una coppia di orecchini griffati "Cantamessa" in oro bianco e pavé di diamanti; un rarissimo girocollo semirigido del Novecento a firma "Bonanza", realizzato in oro giallo e platino. A questi si aggiungono una tabacchiera francese del 1780 decorata a smalto blu e un'importante collezione di orologi d'epoca di maison prestigiose quali Rolex e Vacheron Constantin. Vanessa Carioggia, titolare della casa d'aste, si è detta scioccata dalla violenza e precisione del furto, ma ha rassicurato la clientela confermando l'attivazione della copertura assicurativa a tutela dei proprietari dei beni.
Furti in strutture blindate: l'importanza dei sensori avanzati
L'assalto alla casa d'aste torinese dimostra che le bande specializzate sono in grado di superare le difese passive convenzionali. Per proteggere patrimoni ingenti, la tecnologia offre soluzioni aggiuntive:
- Nebbiogeni ad alta densità: L'unico sistema attivo in grado di fermare fisicamente i ladri in pochi secondi. Una volta innescato l'allarme, l'ambiente viene saturato da una nebbia fitta che azzera la visibilità, impedendo di localizzare le vetrine o la via di fuga.
- Sensori di vibrazione e sismici: Installati direttamente sui vetri delle teche e sulle casseforti, rilevano i colpi di mazza o le vibrazioni del flessibile prima che il cristallo ceda definitivamente.
- Tracciatori GPS occulti: L'inserimento di micro-tracker all'interno degli astucci o dei lotti di maggior valore consente alle Forze dell'Ordine di rintracciare in tempo reale gli spostamenti del bottino subito dopo il furto.
Sources : ilgiornaledellarte
