🏳 Torino · IT · 24 Jun 2026
Maxi furto alla casa d'aste Sant'Agostino a Torino: recuperata parte del bottino da un milione
Il colpo milionario alla casa d'aste Sant'Agostino
Proseguono senza sosta le indagini sul clamoroso furto messo a segno nella notte tra il 6 e il 7 giugno ai danni della rinomata casa d'aste Sant'Agostino di Torino. La ricostruzione degli inquirenti ha delineato i contorni di un'azione criminale fulminea e ben pianificata. Agendo con precisione chirurgica e immortalati dai sistemi di videosorveglianza, i malviventi sono riusciti a sottrarre numerosi pezzi di inestimabile valore, per un bottino complessivo stimato in circa un milione di euro.
La svolta: blitz nel campo nomadi di Strada del Villaretto
A distanza di qualche settimana dal colpo, è arrivata la prima vera svolta investigativa. I Carabinieri hanno condotto un'importante operazione mirata all'interno del campo nomadi situato in Strada del Villaretto, nell'estrema periferia del capoluogo piemontese. La perquisizione ha dato i suoi frutti, permettendo ai militari di recuperare una parte consistente - sebbene non totale - della refurtiva trafugata. Tra gli oggetti preziosi rinvenuti e prontamente sequestrati figurano orologi di grandissimo pregio (tra cui Rolex e Breitling), svariati gioielli in oro e diverse pietre preziose. Durante il blitz, le Forze dell'Ordine hanno anche posto sotto sequestro un'ingente somma di denaro, pari a 13.300 euro in contanti, probabile provento della ricettazione di alcuni pezzi.
Arrestato un 43enne bosniaco, denunciata la complice
L'intervento in Strada del Villaretto si è concluso con l'arresto di un uomo di 43 anni, di origine bosniaca, ritenuto coinvolto nella vicenda. Contemporaneamente, una donna di 39 anni è stata formalmente denunciata a piede libero con l'accusa di ricettazione in concorso. Al momento, le indagini proseguono a ritmi serrati. Gli inquirenti puntano ora a identificare i restanti componenti della banda e a localizzare i numerosi preziosi ancora mancanti all'appello.
L'importanza della tracciabilità delle opere d'arte e dei preziosi
I furti ai danni di case d'aste o grandi collezioni private evidenziano la necessità di adottare misure di tracciabilità rigorose. Ecco alcune buone pratiche che supportano il lavoro investigativo:
- Catalogazione fotografica e descrittiva: Possedere un archivio digitale con foto in alta risoluzione, pesi, carature e segni distintivi di ogni prezioso accelera le operazioni di ricerca e permette l'inserimento immediato nelle banche dati delle Forze dell'Ordine.
- Certificati di autenticità: Conservare le certificazioni gemmologiche separatamente dai gioielli stessi. I numeri di serie incisi al laser sulle pietre rendono impossibile la loro re-immissione lecita sul mercato.
- Micro-marcature: L'utilizzo di micro-incisioni invisibili a occhio nudo rappresenta un forte deterrente, permettendo di rintracciare e rivendicare i beni anche a distanza di anni.
Sources : tg24skyit
